
Per la cronaca, nella mia sezione (mia per modo di dire, visto che ovviamente non potevo votare) hanno votato 111 persone. Ha stravinto Obama che ottenuto 94 preferenze, per cui dei 7 delegati assegnati al seggio, 6 sono andati a Barack e uno alla Clinton. La cosa più divertente è stata, si capisce, il dibattito.

Come prevedibile i più agguerriti sono stati i supporters di Hillary, che hanno cercato a tutti i costi di convincere qualche obamiano a cambiare idea, migliorando così il misero bottino di 17 voti racimolato dalla senatrice. Devo dire però che la discussione è stata assolutamente civile e pacata, quasi tutti gli interventi sono stati sensati e interessanti e venivano accolti ognuno con un applauso... No, dico, vi immaginate come andrebbe a finire una cosa del genere in Italia (meridionale in particolare)? Nel sangue, tipo assemblea di condominio di Fantozzi!
Per primo ha preso la parola un BAMBINO di non più di 12 anni che si è presentato come "volontario del comitato pro Hillary" e ha illustrato tre punti forti del programma della Clinton: 1. riforma del sistema sanitario, 2. tutela dell'ambiente, 3. facilitazione dell'accesso ai colleges per gli studenti. Io assistevo tra il divertito e lo sbigottito. A parte un'altra tipa perdutamente infatuata della senatrice ("She is leal, onest, competent" e altri elogi di questo genere), quasi tutti gli interventi sono stati però per Mr. "Yes, we can". In particolare, secondo i più bisognerebbe votarlo 1. perché non viene dall'establishment dei vecchi politicanti e quindi 2. perché avvicinerebbe molti giovani alla politica e ai democratici, 3. perché risolleverebbe l'immagine dell'America agli occhi del mondo, 4. perché la sua candidatura spiazzerebbe i repubblicani.

Non c'è stata storia. D'altra parte lo stato di Washington è una roccaforte di Barack, che dovrebbe essersi piazzato tra il 65 e il 70%. Tutto il mio vicinato è tappezzato di cartelli "Obama for President" tipo quello nella foto sopra. Alla fine le platforms, come si dice (cioè i programmi), dei due candidati democratici sono molto molto simili e comunque è un peccato dover scegliere tra un candidato nero e una donna. Per quanto mi riguarda, mi tira di più l'idea di un Black President anche perché, dopo 20 anni, sarebbe ora che l'inquilino della Casa Bianca non fosse né un Bush né un Clinton!
Ah, per fortuna mi trovo sulla West Coast o, come la chiamano i maliziosi, la Left Coast... Se invece che alla University of Washington fossi alla University of Oklahoma vedrei girare per il campus magliette con la faccia di Bush stampata sopra o col motto "Reagan Revolution"... Ma per fortuna, l'America è così varia!




















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